voce
da un volto acerbo
che non so colorare di tempo
dal respiro appena mancato
che guardo nello specchio imbiancato
con le rughe
delle veloci fughe
nellì’angolo di strade
da tanti appostamenti
di passi adolescenti
avanti e indietro
dal vetro di un balcone
il petto era un tamburo
sotto la pioggia e il sole
perdevo le parole
tra le guance avvampate
e poi sono passate
le belle stagioni
e tornano emozioni
dal ricordo intenso come
quell’amore ancora vivo
rimasto senza nome.









