PROMONTORIO

 Rimonta il grido lontano

delle gazze disperse nei campi

e l’immobile giallo della soia

e la sanguigna rincorsa

dei papaveri accesi

e la calura del giorno lungo di aprile

da qui la costa armoniosa dell’erba

vergine di tenero verde

porge un confine

alla nuvola scura dei rovi a corona

sul capriccio di argilla

che scivola a promontorio spezzato.

Il mare ritrovato

  profondo dall’alto,

nel luogo antico a sud del cuore,

la riva e le onde lievi,

la schiuma leggera  un sussurro soffiato.

Azzurro,sono tornato.

2 Responses to “PROMONTORIO”

  1. meraviglia.che meraviglia.

  2. E QUALCUNO
    invisibile nelle tenebre degli alberi frusciò e,il vento,il fiume l’onda il mare furono un tutt’uno per prolungare la vita!
    Cosa non può la poesia! Fulvia

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