CAMPOTANTO

Oltre il luogo
oltre il segno
della croce corrosa
oltre al tempo appassito
riposa
il ricordo ferito
del piccolo compagno di banco
solo
bianco
sull’asfalto sotto un lenzuolo
tornavamo scalzi dal mare
ed ancora  trascino
il secchiello colmo 
di dolore bambino..

D’ALTRO CANTO

Paesaggio  è il profilo dei capelli
scomposti
da inquiete dita
contro la luce del balcone aperto
scoppiato al sole
mentre l’inganno d’ombre nella  stanza
rende greve   la rapida irruzion
del  timore imminente dell’addio.
Declina l’ora
e l’intimo abbandono
ritorna  mare
di sperdute navi.

SERA

 
Il lume della candela
balugina nel tuo sguardo
inverso parallelo
al chiaro della luna
e le mani tue piumate
 sorvolano
le note  mosse
di  un violino mercdnario.
Poi
 tu  diventi il canto
per me,ad occhi chiusi.

NON C’E’ DI CHE

                                
Sia mistero il cuore 
 al tempo nuovo chiuSo
forestiero
nel regno breve
dell’alba settembrina
quando  i lampioni
fiochi
dissolvono
sull’orlo
di una innocente malinconia.

USCITA DI SICUREZZA

Evocata dal buio
l’eco di parole disperse
di passaggio sulla strada
allenta  il silenzio
generoso di pensieri
raccolti in disparte
come briciole
di tenera solitudine
difronte
 alla meraviglia mortale
degli inverni avvenire.
Nessun tempo è certo
come il futuro mancato.

DI COME TU RAPITA SEI AL COR

                                                   
         Uno sguardo
a riguardo.
Al traguardo
lasci
(Il dipinto è di Gian Paolo Minardi)

NARINAIO

                                          
 GIA’ A PAROLE MI METTEVI AL MONDO
CHE TU OGNI VOLTA NARRAVI
E A GESTI FORTI
DAVI SEGNALI DI PROSSIMA PARTENZA
VERSO
L’ISOLA  SCOPERTA IN MEZZO AI VENTI
CHE MI ACCOGLEVA NAUFRAGO BAMBINO.
SOGNAVO A TE VICINO
MENTRE TI ADDORMENTAVI
NEL PIENO MEZZOGIORNO
SCURO DI ANTICO SOLE E DI FATICA
TI LASCIAVO AI RICORDI DEL TUO TEMPO
E ASPETTAVO PER ME UN ALTRO MARE.

DIURNO

                      
                                              (Amedeo Bocchi )          
Vorrei che tu sapessi
che il tempo scorso
è un giorno
e la rosa impara ad appassire
e i bicchieri velati di impronte
e l’aria nella stanza
miscelata di odori
pulsanti
e lo sportello dell’armadio
aperto sullo specchio
vuoto di te
che sorridevi attraverso
e percettibile ancora
 tra i miei sensi rimani
come brivido  dell’amore che siamo.

MATERNALE

 
Piova piova
l’acqua nova
i bisèn ‘i van a scola
e la gata la cora adrè
i bisèn tornen indrè.
Chiova chiova chiova
e la gatta si mangia l’ova
e lu sùrice si marita
cu la suaru de la zita.
                                            (Anonimi  Infanzia)

CIME NTO

     
 
Barbaro il vento
 scontra
l’arpa dei pinie
e come sia risalire
la scala del cielo
torneranno a dire
aquile e farfalle
d’improvviso lontane
smarrite al volo.
Spoglio alla cima
osannata dal sole
il monte brilla
di rocce nere.