CANTATA

3 marzo 2008                                                                                                      uccelli-gabbiani-in-fila.jpg

L’aria mossa senza rumore di vento

corruga l’acqua   di azzurro e d i verde

alle onde di riva

e il prisma dell’orizzonte

rifrange squame di conchiglie viola

sulla sabbia bagnata

gocciolante tra le tue dita

a costruire il castello

appena scomparso

come le parole fragili

affrante

che raccontano nel tuo canto

un dolore d’amore

e la sua sorte

dal primo istante

alla durevole morte.

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