MAGNOLIA
6 giugno 2009

Il tardo giorno adombra la magnolia
e dentro al calice di foglie e fiori
è senso
un respiro di vento marinaro
che sfida la prepotenza del silenzio.
Ho paura dell’afonia dell’ora
e cerco le parole,
come nessuno mai tu lo giuravi,
dei tuoi pensieri,
quasi versetti di una scrittura eterna
di dèi di amore.
Nell’eremo del sogno
trovo voci incrociate e anche il pianto
la frenesia il canto,
l’urlo del cuore frequentato
dala pazzia del sangue,
lampo
dei nostri corpi appagati senza pace
come anima in corsaa,
perchè non vuole arrivo.
Sospeso e inquieto
resta percepito
il pieno e il vuoto del tempo dell’attesa.
(Illustrazione di Alexander Nurulaev.jpg)