CARO DIARIO

Il vortice era
la lieve carezza
l’ambigua lentezza
del respiro in rincorsa
la pelle percorsa
da un brivido noto,
il percepibile moto
delle labbra invitanti.
le palpebre chiuse
le fusa
nell’ombra della tenda damzante
la luce e l’aria su i corpi contesi
salvarono il tempo
del nostro ultimo giorno.
(Amedeo Bocchi - Biamca)