22 febbraio 2008

Quando raccogli lo zucchero caffeinato
che non hai saputo ecludere nel distributore
dal fondo del bicchiere e lo guardi come un altro peccato
e poi alle labbra smacchiate dal rossosamgue lo accosti,
sei puntuale
sulla prima pagina del giorno,
ancora sfumato dal cerone dei neon
che non danno tregua alla notte
e macchiano di provvvisoria chiarezza
le sfacciate pubblicità
sui muri del sottopassaggio dove ti incontro
e percorro con occhi veloci
il lago celeste dei tuoi occhi assenti
e la tua figura anfibia nel controluce della vetrata
sipario ai bnari della stazione,
non so se arrivi o se parti
sei un ronzio nel mio tempo pendolare
vivi o muori? notturna e feriale
e alla domenica dentro di me ti riposi
nel cigolio di vaganti pensieri
come un amore da lontano
come treni partiti senza passeggeri.
(massj.com/eteromiocervello/la-piccola-morte/ in cui si trova l’immagine
Postato in: Arte e cultura, Poesia | Non ci sono Commenti »